Per ciò che riguarda i fondi pensione, dal 2007 bisogna attenersi a quanto dichiarato dall’articolo 11, comma 6 e articolo 14 commi 4 e 5 del d. lgs. 252/2005. Secondo la legge non ci sono differenze tra prestazioni erogate sotto forma di capitale e prestazioni erogate sotto forma di rendita. Su queste prestazioni il fondo pensione applica una ritenuta a titolo di acconto pari al 15 %. Risultano assoggettate a tale disposizione:
- Le prestazioni in forma di capitale erogate dai fondi pensione, e la liquidazione in una sola soluzione per la parte concessa: il 50 % dell’importo maturato.
- Il riscatto esercitato dopo il pensionamento o dopo il termine del rapporto di lavoro per mobilità o cause che non dipendono dal datore di lavoro o dal lavoratore.
Per ciò che riguarda le modalità di tassazione dei fondi pensione è necessario fare una distinzione tra importi maturati fino al 31 dicembre 2000, ed importi maturati dopo il 1° gennaio 2001.
Con il termine mutui tasso variabile con CAP ci si riferisce ad un mutuo il cui tasso d’interesse varia a seconda dell’andamento del parametro di riferimento ma non può andare oltre ad una soglia prefissata, cioè il CAP, soglia che stabilisce l’importo massimo delle rate. In poche parole, questa tipologia di mutuo rappresenta un compromesso tra il tasso fisso e il tasso variabile, poiché il mutuatario può sperare in un ribasso dei tassi di mercato ma allo stesso tempo, grazie al tetto massimo, è tutelato dalle pesanti oscillazioni al rialzo. Questa tutela nei confronti del cliente corrisponde però ad un rischio per la banca, che quindi fissa un tasso di base leggermente più alto rispetto al normale. Inoltre la banca può fissare anche il floor, cioè la soglia minima al di sotto della quale il tasso non può mai andare. Il mutuo tasso variabile con CAP può risultare vantaggioso infatti:
La surroga o surrogazione consiste in un’operazione attraverso la quale si sposta il mutuo dalla propria banca d’origine verso un’altra banca per poter accedere così a condizioni che risultano più vantaggiose per il cliente. Per procedere con la surroga, il cliente deve presentare in forma scritta una richiesta alla nuova banca, attraverso la quale le chiede di acquisire dalla banca d’origine l’importo del debito residuo, stabilendo inoltre una possibile data possibile per la formalizzazione dell’operazione. La nuova banca procede quindi a comunicare alla banca originaria la data di formalizzazione dell’operazione di surroga richiedendole anche l’entità del debito residuo del cliente in quella determinata data. La banca originaria quindi procede a comunicare alla nuova banca la quantità del debito residuo del cliente entro 10 giorni lavorativi dalla ricezione della richiesta. Successivamente, la nuova banca procede poi a formalizzare l’operazione di surroga.
La tipologia di prestito chiamata “cessione del quinto” di uno stipendio, o anche della pensione, consiste in un particolare tipo di finanziamento che rientra all’interno della categoria del credito di consumo, ovvero quella categoria in cui rientrano i finanziamenti utilizzati dai consumatori al fine di risolvere le loro necessità riguardanti il pagamento di beni e servizi. Questa categoria comprende i prestiti finalizzati, che si pongono come obiettivo l’acquisto di un bene, ma anche quelli non finalizzati, ovvero quella tipologia di finanziamento in cui la somma che viene erogata può essere utilizzata dal consumatore come preferisce senza dove rispettare nessun vincolo. La cessione del quinto rientra quindi nella categoria dei prestiti non finalizzati. In questo modo il beneficiario del prestito puoi utilizzare il denaro come meglio crede. Questa tipologia di finanziamento prevede un tasso di interesse fisso e il rimborso del prestito rimane costante nelle rate.
Se è stato subìto un protesto, può risultare parecchio difficile riuscire ad ottenere un prestito. Inoltre, anche chi ha un familiare o un convivente in questa particolare situazione può avere serie difficoltà durante la richiesta di un prestito. Il prestito inoltre può non essere concesso anche se alcune rate di un finanziamento sono state pagate in ritardo. È così che si viene etichettati cattivi pagatori dalle banche dati delle banche e delle società finanziarie le quali, prima di concedere un prestito, controllano l’affidabilità finanziaria del richiedente. Nell’ultimo periodo inoltre i parametri creditizi si sono ulteriormente inaspriti. È sufficiente infatti qualche breve ritardo nel pagamento o qualche richiesta di prestito che non è stata concessa, che la richiesta inoltrata verrà probabilmente rifiutata. Ma se risultiamo essere cattivi pagatori e abbiamo bisogno di denaro, come possiamo fare? Una soluzione può essere la cessione del quinto.
Il mutuo Inpdap è un mutuo ipotecario finalizzato all’acquisto della prima casa che viene erogato dall’ Istituto Nazionale per i Dipendenti dell’ Amministrazione Pubblica (INPDAP). Questo mutuo può durare dai dieci ai trent’anni e può essere richiesto per una somma che non superi i 300.000 euro. Per poter accedere a questo mutuo il richiedente deve risultare iscritto alla gestione unitaria autonoma delle prestazioni creditizie e sociali ed inoltre deve avere un’anzianità effettiva di almeno 3 anni al fondo credito. Inoltre, nè il richiedente, nè i componenti della famiglia possono essere proprietari di altre abitazioni situate entro un raggio di 100 chilometri dal comune in cui si trova l’immobile su cui si vuole si richiedere il mutuo. Per presentare la richiesta di un mutuo Inpdap si deve compilare l’apposito modulo e successivamente bisogna inviarlo alla sede provinciale Inpdap.
A causa della forte crisi economica che negli ultimi anni ha investito l’Europa e non solo, anche il mercato immobiliare e quello dei mutui hanno registrato dei risultati negativi durante la prima metà del 2012. In tempi di crisi i soldi scarseggiano, molti perdono il lavoro, le sicurezze e le garanzie per i cittadini sono sempre meno. Il momento dell’acquisto della casa viene quindi spesso rimandato poiché le banche difficilmente concedono prestiti di denaro e gli istituti di credito finanziano al massimo il 60% del totale valore dell’immobile. Per l’acquisto della casa sono però previste alcune agevolazioni. I giovani che hanno meno di trentacinque anni per esempio possono usufruire del Fondo per le Giovani Coppie. Questo fondo si rivolge alle giovani coppie sposate e ai nuclei monogenitoriali che hanno figli minori a carico. I richiedenti non devono possedere altri immobili ad uso abitativo e devono avere un reddito Isee che non superi i 35.000 euro del quale non più del 50% derivante da contratti a tempo determinato. In questo caso lo Stato assicura il 50% del mutuo concesso per l’acquisto della prima casa con una superficie inferiore che non superi i 90 mq.
Il prestito consolidamento debiti permette di unire i vari pagamenti mensili relativi ai prestiti in corso in un’unica rata mensile che risulta meno pesante al debitore. Il consolidamento debiti permette quindi ai clienti di avere un’unica controparte per tutti i finanziamenti che sono stati aperti, potendo così dilazionare nel tempo i pagamenti. Ne consegue un minor importo della rata mensile, ma una durata del finanziamento più lunga. Il prestito consolidamento debiti inoltre consente di ottenere anche una liquidità extra, senza alcun obbligo di fornire la motivazione. Inoltre, con questo tipo di prestito il ri-finanziamento può essere chiuso in qualsiasi momento risparmiando così sugli interessi sul capitale ancora dovuto. Il prestito consolidamento debiti è quindi una valida opportunità per chi desidera ridurre le rate mensili dei prestiti che devono essere saldati, e per coloro che preferiscono accorpare più rate in una sola soluzione, ottenendo allo stesso tempo della liquidità aggiuntiva.
Sono due i principali canali per ottenere un finanziamento tra privati. Il primo è costituito dalla piattaforme online. Esse garantiscono:
Il piccolo prestito INPDAP eroga una somma di denaro ai fini di poter risolvere improvvisi e urgenti bisogni di coloro i quali sono iscritti alla gestione unitaria delle prestazioni creditizie e sociali. Questo prestito è rivolto ai dipendenti e pensionati pubblici iscritti alla gestione unitaria delle prestazioni creditizie e sociali. Le domande per il prestito, vanno redatte sugli appositi modelli forniti dall’Istituto, devono essere presentate all’ Ufficio provinciale o territoriale dell’Inps Gestione ex Inpdap e il prestito deve essere restituito in 12, 24, 36 o 48 rate. Per la presentazione della domanda non è necessario presentare nessuna documentazione di spesa, motivazioni, o certificati medici. Sull’importo lordo vanno applicati un tasso di interesse nominale annuo del 4,25%, un’aliquota per spese di amministrazione dello 0,5%, e un’aliquota per fondo rischi.