Borse europee: perdite di oltre il 5%, è panico



Erano ben quattro anni che non si vedeva un crollo in termini percentuali così sensibile nelle borse europee. Cali di oltre cinque punti percentuali per tutti i listini con una raffica di sospensioni per eccesso di ribasso. Insomma ormai la situazione sembra essere prendere i connotati del “panic selling” cioè di una corsa generalizzata verso le vendite che trascinano sempre più in profondo rosso le borse del vecchio continente. Oltre quattro punti percentuali per Londra con il -4,6% con Parigi che fa ancora peggio con un meno 5,4%; risultato simile con Francoforte che cede il 5,2% e Milano con una perdita di 4,7%, risultato che si discosta davvero poco da Barcellona con un – 4,8%.

Borsa Italiana

Insomma un tonfo generalizzato causato dai crolli del mercato asiatici e con la bolla dell’economia cinese che porta con sé risultati distruttivi anche sui titoli europei. Sono undici i listini del Ftse Mib che sono stati sospesi per eccesso di ribasso. A pagarne maggiormente le spese sono i titoli bancari che hanno particolarmente sofferto dell’impennata dello spread che ha superato quota 135 per poi calare nuovamente su 130. Mps, Intesa San Paolo, ma anche Mediaset, Tenaris, Autogrill, Azimut, Enel Green Power sono stati momentaneamente sospesi.


Molto male anche le borsa di Tokio che cede oltre il 4,6%  pagando la crisi del vicino colosso cinese con la relativa svalutazione dei giorni scorsi dello Yen. La paura per le condizioni dell’economia cinese sono molto più concrete in un paese che ha strettissimi legami commerciali con la Repubblica Popolare. L’attuale recupero del valore dello Yen che continua a rinforzarsi contro il dollaro, trascina al ribasso tutte quelle compagnie che fanno dell’esportazioni il punto di maggiore forza. Cala la Honda che lascia sul terreno sei punti e mezzo e la Mazda con un eloquente – 7,2%. Per ora gli analisti indicano ancora una situazione di cali generalizzati, almeno fino a quando non saranno chiarite le reali condizioni dell’economia cinese e le prossime mosse della Federal Reserve.