Sofferenza bancaria, cosa sapere?



Purtroppo la condizione di sofferenza bancaria è una condizione economica che affligge molte aziende e molti privati. Prima di dire tutto ciò che c’è da sapere sulla sofferenza bancaria, tuttavia, è necessario spiegare la situazione di incaglio. Infatti, la sofferenza bancaria è la diretta conseguenza dell’incaglio bancario.

Sofferenza bancaria

Come si legge in questo sito, l’incaglio bancario è una situazione in cui la banca esprime richiesta di rientro dell’esposizione entro un termine negoziato con il cliente di solito 10 – 14 mesi. All’incaglio bancario, segue la sofferenza bancaria. Insomma è impossibile essere in stato di sofferenza bancaria se prima non si è vissuta la posizione di incaglio. Differentemente dall’incaglio, che è solo una situazione transitoria, la posizione di sofferenza bancaria è generalmente definitiva e come afferma questo post, è generalmente legata ai concetti di precetto, protesto e ingiunzione.


Ma come funziona la sofferenza bancaria? Dunque, la posizione di sofferenza bancaria è il passo successivo rispetto alla posizione ad incaglio e in questo caso la banca procede immediatamente con la comunicazione formale (tramite lettera raccomandata) in cui richiede la restituzione del debito entro 15 giorni. Se a questa comunicazione non vi è seguito, la banca segnalerà alla Centrale Rischi, la posizione di sofferenza bancaria. Seguiranno, quindi, un decreto ingiuntivo e un provvedimento di provvisoria esecuzione. Insomma, senza dubbio lo stato di sofferenza bancaria può portare con se conseguenze davvero drammatiche e difficilmente cancellabili.

Spesso chi si trova in sofferenza bancaria cerca i metodi legali per uscire da tale stato. Purtroppo, l’unica via per non essere più in sofferenza bancaria è pagare il proprio debito. Senza il pagamento dell’intero in porto il dato che attesta lo stato di sofferenza rimarrà nelle banche dati a tempo indeterminato. Ovviamente, se la segnalazione di stato di sofferenza è stato frutto di un errore o di un abuso da parte dell’istituto di credito basterà fare le opportune notifiche e comunicazioni per uscire da tale posizione.