Tasse sulla casa, arriva l’altolà di Bruxelles



Non è ancora partita la stesura della nuova Legge di Stabilità del 2016 che già si presentano le prime difficoltà da parte dell’esecutivo di Matteo Renzi. Una serie di dichiarazioni di intenti che non sono piaciute ai tecnici dell’Ue i quali nelle ore scorse hanno ribadito come i provvedimenti che il governo di Roma dovrà prendere nei prossimi  mesi, dovranno concentrarsi, invece, sul taglio delle tasse sul lavoro. Bocciata quindi l’ipotesi di una rimodulazione dell’Imu e della Tasi, imposte che riguardano le abitazioni degli italiani che, negli ultimi anni, hanno visto una crescita impressionante. Ma un’intenzione di non concentrarsi esclusivamente sul tema delle tessa sull’abitazione era già stata invocata, da più parti, all’interno del Partito Democratico.

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Inutile dire che, al di là della dichiarazioni di facciata da parte del Primo Ministro, il parere dell’Ue non potrà passare di certo inosservato dalla maggioranza di centrosinistra che, al pari dei governi precedenti, deve tenere sempre in primaria considerazione il parere dei tecnici di Bruxelles. Sarà da vedere come l’esecutivo gestirà la situazione e soprattutto come riuscirà a mantenere le promesse fatte fino ad ora di una diminuzione dell’imposizione fiscale sulla casa degli italiani. Le risorse da trovare per mettere in piedi i vari provvedimenti sono tante.


Si parla di oltre venti miliardi; una somma che si distribuisce tra le varie clausole da coprire per un valore di oltre sedici miliardi a cui se ne aggiungono altri tre da ripartire tra i fondi che si devono erogare ai pensionati a seguito della sentenza della Corte di Cassazione sugli arretrati e poi gli oltre quattro per un possibile taglio delle imposte quali l’Imu e la Tasi ai quali si aggiungono la possibile estensione del bonus di ottanta euro e gli sgravi sulle assunzioni. Insomma le difficoltà sono tante e il diktat dell’Unione Europea contribuisce a rendere ancora più complicata la questione.