Petrolio, l’accordo con l’Iran porterà ad un calo del prezzo?



E’ da tutti risaputo che la politica internazionale e l’economia globale si condizionino a vicenda. Ma quando si tratta dei paesi del Medio Oriente la cui perenne instabilità si sposa con la notevole produzione di petrolio, i due fattori sembrano andare di pari passo. Uno degli avvenimenti che maggiormente ha destato un certo effetto sui media occidentali è, ad esempio, l’accordo sul nucleare iraniano. Ma mentre l’opinione pubblica si “solleva” per un miglioramento dei rapporti che con il paese dei “pasdaran” per anni sono apparsi sull’orlo di una guerra nucleare, i produttori di petrolio e gli analisti economici di tutto il mondo si interrogano sul reale peso che questo nuovo accordo potrà avere sul prezzo del petrolio in tutto il mondo.

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Il patto che gli Usa ed i paesi occidentali hanno stabilito con l’Iran ha aperto la strada alla commercializzazione del petrolio iraniano in tutto il mondo. Molti sono i dati “oscuri” da approfondire attentamente. Ad esempio non si conoscono approfonditamente le reali potenzialità produttive del paese. Basti pensare che negli anni settanta, cioè prima della rivoluzione, la produzione del paese si attestava su una quantità di ben sei milioni di barili al giorno. I successivi eventi belli sia interni che esterni, vedi la guerra con l’Iraq, hanno determinato un netto calo della produzione,ad oggi ferma a soli tre milioni di barili al giorno.


La difficile situazione economica interna ed i rapporti non proprio idilliaci con gli altri paese islamici sunniti (l’Arabia Saudita in testa), ma soprattutto le sanzioni economiche hanno reso davvero difficile la vita dei produttori di petrolio in Iran alle prese con tecnologie obsolete ed insufficienti per produrre una quantità accettabile di oro nero, attualmente ferma al 20% delle potenzialità. Ma oggi, secondo molti analisti economici, con la cancellazione delle pesanti sanzioni internazionali e la ripresa di una proficua collaborazione con gli Usa, la produzione del petrolio del paese islamico non potrà che giovarne, con un inevitabile calo del prezzo al barile.