Prestiti, le grandi imprese le più insolventi

di | 5 Dicembre 2015

Diminuiscono i prestiti alle imprese. Un quadro a tinte fosche è quello della Cgia di Mestre che ha rilevato come il credito alle imprese abbia riscontrato una netta diminuzione. Una vera e propria stretta che rischia di avere delle conseguenze pesanti sull’economia del Bel Paese. E’ di 114 miliardi di euro la diminuzione dei prestiti alle imprese che è stata riscontrata dal 2011 ad oggi. Un dato aggravato soprattutto nel corso dell’ultimo anno durante il quale la diminuzione registrata è stata di 21 miliardi di euro. Un’altra informazione che si ricava dai dati resi noti dall’associazione degli artigiani di Mestre è che, molto spesso, per quanto riguarda la restituzione dei prestiti, sono le piccole e medie imprese a risultare più affidabili.

Prestiti con Cambiali

Le sofferenze, infatti, hanno registrato una diminuzione per quanto riguarda i prestiti inferiori ai 75.000 euro mentre sono aumentate per quelle tipologie di prestiti che vanno dai 75.000 fino ai 125.000 euro, ma di solo mezzo punto percentuale. Ma sono i grandi prestiti che sono letteralmente schizzati nel corso degli ultimi anni. Si tratta di somme che vanno dai 500.000 euro al milione di euro. In queste categorie l’aumento delle sofferenze è stato dell’11,4% mentre si passa agli oltre quattordici punti percentuali per la fascia tra un milione ed due milioni e mezzo; mentre una crescita ancora più notevole è stata registrata per le cifre ancora maggiori con un aumento delle sofferenze pari al 18%.

Dei dati che, come sottolinea Paolo Zabeo, mostrano come le piccole e medie imprese, vera spina dorsale dell’economia del Bel Paese, rappresentino notevolmente più affidabili dei colossi. A guidare la classifica delle insolvenze è la regione Toscana con un incremento del +134,3% seguita dal Trentino Alto Adige con un +114,5% e la regione Marche con un incremento di 114,2 punti percentuali. Contrazione anche dei prestiti alle piccole imprese con le attività di famiglia che hanno riscontrato un calo dello 0,7% e del 2,5% per quanto riguarda le piccole imprese.

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