La pensione di vecchiaia dopo la riforma Fornero

di | 9 Dicembre 2012

Riforma ForneroDal 1° gennaio 2012 ci sono stati molti cambiamenti per ciò che riguarda per le pensioni italiane. In questa data infatti è entrato definitivamente in vigore per tutti i lavoratori il sistema di calcolo contributivo, basato cioè sui contributi realmente versati durante l’intera vita lavorativa. Questo metodo di calcolo che si distingue da quello retributivo, fondato sulla media delle retribuzioni percepite negli ultimi anni di attività lavorativa, che rappresentava un vantaggio per il lavoratore, ma che per il Paese non era più sostenibile a livello economico. È importante specificare che la riforma non tocca coloro che il 1° gennaio di quest’anno erano già in pensione e continueranno quindi a percepire la stessa somma. Per chi sta ancora lavorando, invece, la prospettiva pensionistica può variare di molto a seconda dell’età anagrafica e dell’anzianità di servizio. Finora erano due i criteri di funzionamento su cui si basava del meccanismo delle pensioni:

•  Pensione di anzianità: al raggiungimento di un determinato numero di anni di lavoro prima dell’età anagrafica massima.
•  Pensione di vecchiaia: al raggiungimento di una determinata età anagrafica.

Il limite per la pensione di vecchiaia dopo la riforma Fornero ha subito un innalzamento di un anno da subito per gli uomini, e di sei anni, progressivamente, per le donne, per poi giungere a una completa equiparazione nel 2018. Infatti nel 2012 le donne lavoratrici dipendenti andranno in pensione a 62 anni. Le lavoratrici autonome invece potranno andare in pensione a 63 anni + 6 mesi. Nel 2014 le donne, dipendenti e autonome andranno in pensione a 64 anni. Nel 2016 l’età di pensionamento per le donne si alzerà a 65 anni. Infine, nel 2018, le donne potranno andare in pensione a 66 anni, come gli uomini. Questo discorso non vale per le dipendenti donne del settore pubblico iscritte a Fondi esclusivi per le quali la soglia della pensione a 66 anni è già in vigore dal 1° gennaio 2012. In tutti i casi è comunque necessario avere un’anzianità contributiva di almeno 20 anni.

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