Prestiti, in crescita il fenomeno della “domanda inespressa”

di | 26 Agosto 2015

La quantità di prestiti erogati in favore delle imprese sta crescendo, seppur lentamente, ma in maniera costante. Un segno timidamente positivo per l’economia del nostro paese impegnata della difficile traversata della crisi economica. Ma il dato che appare quanto mai significativo è relativo a tutte quelle imprese che nonostante si trovino in condizione di forte difficoltà, non fanno richiesta di prestito. Una situazione davvero paradossale e che trova giustificazione nella mancata fiducia nel sistema di erogazione del prestito da parte delle banche. Si chiama “domanda inespressa” ed è un fenomeno che sta crescendo soprattutto nel corso degli ultimi mesi.

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In pratica è la paura di vedere respingere la propria domanda e per le poche speranze nella condizione economia generale che ancora stenta a decollare a spingere a questo comportamento. La quota di imprese che non effettuano la domanda per un prestito si attesta sul 27,9% del totale. Una quota davvero importante delle imprese italiane che cresce nelle regioni meridionali dove il fenomeno della domanda inespressa supera abbondantemente quella delle aziende che richiedono un prestito: se le prime ammontano al 16,6%, nel secondo caso si arriva al 35% del totale. Un dato davvero sintomatico di come la situazione economica nelle aree meridionali del nostro paese sia vissuta ancora negativamente.

In generale l’aumento delle imprese che hanno richiesto un prestito ha portato la quota di 19,6% registrata nel primo periodo dell’anno, al 20,1% del secondo trimestre. Insomma una lieve crescita che si riflette anche sull’aumento della quota di aziende che sono riuscite ad ottenere la somma richiesta, senza eccessivi problemi con una percentuale del 35,6% rispetto ai trentacinque punti percentuali registrati nei primi tre mesi dell’anno in corso. La quantità di imprese che effettivamente risultano finanziate risulta però ancora bassa, con  il 7,3% mentre rimane altissima la quota delle aziende che non sono riuscite ad ottenere un prestito con una percentuale del 52,5% un dato che rimane drammatico anche se in leggera diminuzione rispetto al 54% dell’anno scorso.

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