Tassa sui rifiuti, aumenti anche di 1000 euro per i negozi

di | 20 Agosto 2015

L’ammontare della tassa sui rifiuti è, ormai, quasi del tutto insostenibile. A rilevarlo è la Cgia di Mestre che ha sottolineato come l’importo medio per ogni cittadino sia in continuo aumento, nonostante la costante diminuzione della quantità di rifiuti prodotta. Un aggravio di oltre venticinque punti percentuali nel giro di soli cinque anni per le famiglie italiane di quattro componenti in un’abitazione di 125 metri quadrati, per un aumento che si traduce, in media, in 75 euro ogni anno. In media questa particolare tipologia di nucleo familiare è costretta a pagare ben 368 euro di Tari. Discorso del tutto simile per le famiglie composte da tre componenti in una casa di 100 mq che si trovano ad affrontare un aggravio, in media, del 23% cioè di 57 euro.

tari

Per quanto riguarda una famiglia di tre componenti in 80 mq il rialzo è stato del 18% per un totale di 35 euro per un importo totale di 227 euro. Situazione che volge al drammatico per le attività commerciali che secondo la Cgia di Mestre, si trovano ad affrontare aumenti anche di oltre cinquanta punti percentuali rispetto a soli cinque anni fa. Sono le pizzerie, i pub ed i ristoranti con una superficie di 200 mq a subire gli aumenti maggiori con un esborso che nel corso di quest’anno è di ben 1.414 euro maggiore rispetto al 2010.

Quarantadue punti percentuali in più per un negozio di ortofrutta di soli 70 mq con un aumento di 560 euro pari al 42% mentre i bar di 60 metri quadri si trovano a versare nelle casse comunali importi maggiorati del 35% pari a 272 euro mentre è del 23% l’aggravio per i parrucchieri, per gli alberghi del 17% e di oltre quindici punti per un carrozziere. I vari cambiamenti di denominazione (Tari, Tasru Tia ecc) non hanno fatto altro che portare ad un aggravio delle imposte, anche se i servizi, come rileva la Cgia, risultano leggermente migliorati.

 

 

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